Digiuno per i santi Apostoli

Da oggi inizia il Digiuno per la festa dei Santi Apostoli (12 luglio /vecchio calendario/). Nei giorni di martedì, giovedì, sabato e domenica la regola della Chiesa Ortodossa permette di mangiare il pesce.

Il seguente testo è tradotto dal sermone 78 recitato nel giorno di Pentecoste dal papa san Leone il Grande (+461). Il presule ci aiuta a comprendere perchè è necessario seguire il digiuno per commemorare la festa dei santi Apostoli Pietro e Paolo.

Diletti figli, la festa di oggi, permessa dalla Discesa dello Spirito Santo, è seguita, come ben sapete, da un digiuno, una istituzione salutare per il corpo e per lo spirito, la quale va seguita con devota osservanza. Poiché noi fermamente crediamo che gli Apostoli furono ricolmati della grazia del Paraclito e questi ultimi ci insegnano che il digiuno è necessario perché ci fortifichi e purifichi le menti, così da rivere anche noi il crisma dello Spirito. I discepoli del Signore erano difesi dalla Divinità e così i primi pastori della Chiesa, i quali ci hanno insegnato queste tradizioni e i loro esempi. I nostri maestri hanno iniziato i rudimenti della vita cristiana con i santi digiuni, dovendo combattere contro avversari spirituali, e contro la malvagità spirituale potevano vestirsi solamente dell’armatura dell’astinenza, così da uccidere ogni vizio sul nascere. I nemici invisibili non avranno potere su di noi se noi non saremo invischiati nella concupiscenza della carne. Difatti la Provvidenza permette sempre al demonio di attaccarci, onde non farci cadere nella superbia di una vittoria troppo facile.

Ecco perché, dopo i giorni della santa letizia, dedicati alla Resurrezione del Signore dai morti e alla sua Assunzione al Cielo, dopo aver ricevuto il dono dello Spirito Santo, il digiuno ci viene domandato come atto salutare e come pratica benedetta affinché, qualora fossimo caduti in qualche brutta abitudine in questi giorni di gioia, possiamo ritornare sui nostri passi. Per essere trasformati nel Tempio dello Spirito Santo e venire inondati della Energia Divina non possiamo lasciarci andare ad alcuna concupiscenza né essere posseduti dal vizio, altrimenti, inquinato, il potere divino ci abbandonerà.

E’ infatti impossibile ottenere la guida e l’aiuto di Dio senza la purificazione del digiuno e la liberazione misericordiosa dai nostri vizi. Prendiamoci cura di noi, liberiamoci dai nostri peccati, diventiamo ricchi d’amore. Tutto ciò che sarà speso nel curare gli ammalati, aiutare i poveri, riscattare i prigionieri e qualsiasi altra azione di pietà non andrà mai persa dallo sguardo di Dio, e sull’uomo giusto calerà la Sua ricompensa. Difatti “beati sono i misericordiosi e Dio avrà pietà di loro” dice il Vangelo. Non lesiniamo di digiunare mercoledì e venerdì, e il sabato vegliamo dinnanzi al beato apostolo Pietro [1] per mezzo delle cui preghiere confidiamo d’esser liberati dai nostri nemici spirituali e anche da quelli del corpo: per il Signore nostro Gesù Cristo, che col Padre e lo Spirito Santo vive e regna nei secoli dei secoli.

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NOTE

1) Il santo vescovo Leone allude alla pratica tipica dei cittadini romani di passare le notti in veglia dinnanzi alla tomba del santo apostolo Pietro, in Vaticano. 

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