San Massimo il Confessore: sulla preghiera

Disse il fratello: “Padre, insegnami, ti prego, come la preghiera libera lo spirito da tutti i pensieri”.

Il vecchio monaco rispose: “I pensieri dipendono dagli oggetti. Di questi alcuni si rivolgono ai sensi, altri alla mente. Se essa si attarda su di loro, sviluppa in sé questi pensieri. Ma la grazia della preghiera unisce a Dio la mente ed in tal modo la libera da tutti i pensieri. Così la mente, nuda, diventa simile a Dio. In quanto tale essa chiede a Dio ciò che conviene e la sua domanda non rimane mai inesaudita. Perciò l’Apostolo raccomanda di pregare incessantemente, affinché, unendo assiduamente la nostra mente a Dio, la liberiamo a poco a poco dall’attaccamento alle cose materiali”.

            Il fratello gli chiese: “Come la mente può pregare senza interruzione? Salmodiano, leggendo, conversando, attendendo ai nostri doveri, la rivolgiamo a numerosi pensieri e considerazioni”.

            Il vecchio monaco rispose: “La Sacra Scrittura non impone alcunché d’impossibile. L’Apostolo pure salmodiava, leggeva, serviva e ciononostante pregava senza interruzione. La preghiera ininterrotta consiste nel tenere la mente rivolta a Dio con grande timore e grande amore, di sperare in Dio, di tenere conto di Dio in tutte le nostre azioni ed in tutto ciò che ci capita. L’Apostolo pregava ininterrottamente, poiché questa era la disposizione del suo animo”.

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