San Ignazio Briancianinov intrattenne per molti anni un’intensa corrispondenza con i suoi figli spirituali, monaci e laici. Nelle sue lettere egli non soltanto spiegava come e quando sia conveniente pregare, ma offriva anche esempi di preghiere che possiamo fare nostri nella nostra regola di preghiera.
Santa Trinità, Dio, gloria a Te! Gloria a Te, o Dio, che ci hai donato l’essere; gloria a Te, che ci hai donato la salvezza; gloria a Te, che a noi, seduti nelle tenebre e nell’ombra della morte, concedi la conoscenza della verità e la consolazione che procede dal soffio del tuo Santo Spirito su di noi, dello Spirito che coopera con la tua Santa Verità, che è la tua Parola.
Coloro che hanno conosciuto e accolto la Santa Verità sono entrati sotto l’influsso e la guida dello Spirito Santo; essi sono parte del Signore, sono sua eredità.
Al di sopra di tutte le altre conoscenze e impressioni che non sono governate dalla Verità sta Satana. E a Satana seguiranno i suoi angeli: essi sono sua parte, sua eredità insieme con lui. «Mangeranno la terra per tutti i giorni della loro vita e cammineranno sul loro petto». Tale sentenza è discesa su di loro dal Dio che è Giudice di tutti. La loro eredità è la sapienza carnale; il loro vestimento è la vecchiezza di Adamo.
O Dio! Essi sono tuo possesso, sono tue creature! Ciò che è tuo appartiene a Te; ma io, che cosa sono? Un pellegrino di breve dimora sulla terra, che improvvisamente vi appare e improvvisamente da essa scompare.
Gloria a Te, nostro Dio, per la tribolazione che hai mandato; ricevo ciò che è giusto secondo le mie opere: «Ricordati di me nel tuo Regno».
Ti rendo grazie, Signore, mio Dio, per tutto ciò che ti sei compiaciuto di mandarmi per la purificazione dei miei peccati. Sia fatta la tua volontà.
Salvaci, Signore! Noi periamo a causa di noi stessi, avendo amato le nostre proprie dottrine e avendo respinto, o tenuto in poco conto, l’insegnamento che Dio ci ha mandato.
Custodiscimi, o Dio, dal compiere alcunché per punire l’indole stolta del mio prossimo; concedimi invece, Signore, che, non appena riconosca la mia azione ingiusta, io l’abbandoni con pentimento.
Signore! N., che pensavo di amare tanto, che pensavo di venerare e rispettare tanto, e che, ingannandomi, chiamavo «mio», è tuo: tua creatura, tuo possesso. Egli è tuo, o Tu che sei il suo Creatore e Signore, tutto buono!
Tu sei tutto buono: vuoi disporre ogni cosa per il suo bene. Tu sei onnipotente: puoi disporre per lui tutto ciò che vuoi. Tu sei onnisciente e infinitamente sapiente: è impossibile all’uomo scrutare e comprendere le tue vie spirituali e i tuoi giudizi.
E io, chi sono? Una polvere, un pugno di terra, che oggi esiste e domani scompare. Quale bene posso arrecargli? Posso soltanto recare maggior danno a lui e a me stesso con i miei impulsi, che sono sangue, che sono peccato.
Lo consegno alla tua volontà e alla tua potestà! Egli è già, ed è sempre stato, pienamente nella tua volontà e nella tua potestà; ma questo non lo vedeva finora la mia mente accecata.
Ti restituisco ciò che è tuo possesso, ciò che io, nella mia follia, ti sottraevo mediante l’opinione e il sogno con cui mi seducevo.
Guarisci il mio cuore, che credeva di amare, ma che invece soltanto ferisce; perché ama al di fuori dei tuoi santi comandamenti, violando la santa pace e trasgredendo l’amore verso di Te e verso il prossimo.
Signore! Affido lui, me stesso e tutti alla tua santa volontà; sia fatta in tutto la tua volontà! Per tutto, gloria a Te!
Signore! Tu, l’Onnipotente, vedi tutto questo; sia fatta la tua volontà, si compiano i tuoi imperscrutabili giudizi. E io, che sono polvere, chi sono per intromettermi nel tuo incomprensibile governo?
Signore! Concedi a N. di sperimentare la consolazione spirituale, affinché la sua fede divenga una fede viva, una fede nata dalla certezza del cuore e non soltanto dall’ascolto.
Signore! Compi su di noi la tua volontà e concedici di pensare, sentire e agire secondo la tua volontà. Questo solo ti chiediamo; in questo solo racchiudiamo tutti i nostri desideri e le nostre suppliche.
