Sulle letture prescritte dal Typikon durante la Grande Quaresima

Secondo l’antica tradizione monastica, nei servizi dell’ufficio giornaliero – in particolare all’ufficio mattutino – non si limitava a cantare i salmi, pronunciare preghiere, cantare inni o fare inchini, ma si leggevano quotidianamente anche brani della letteratura patristica e agiografica, le cosiddette letture prescritte dal Typikon. Questo rendeva il servizio non solo uno spazio di preghiera, di lode e di culto a Dio, ma anche un luogo di studio della Tradizione sacra della Chiesa.

La distribuzione di tali letture è descritta in dettaglio nei Tipici antichi; i numerosi manoscritti conservati dei raccolti di letture prescritte permettono di ricostruirne con affidabilità il contenuto.

Nelle redazioni successive del Typikon, questa distribuzione è descritta in maniera meno dettagliata – forse perché bastava prendere in mano i raccolti di letture, o forse perché le letture stesse cominciavano a cadere in disuso. Nella pratica contemporanea esse non sono più previste (eccezioni sono, ad esempio, la lettura della vita della santa Maria Egiziaca e dell’Omelia Catechetica di san Giovanni Crisostomo per la Santa Pasqua, che confermano la regola generale).

Tuttavia, il principio stesso di leggere in successione la letteratura cristiana classica non ha affatto perso il suo valore. Conviene dunque conoscere cosa il Typikon prescrive di leggere in determinati giorni.

La redazione attualmente adottata dalla Chiesa Russa prescrive, per i giorni feriali della Grande Quaresima, le seguenti letture:

  • All’ufficio mattutino, il Hexaemeron di san Giovanni Crisostomo.
  • Negli altri giorni della Quaresima, ogni ufficio mattutino comprende quattro letture: due dagli scritti di san Efrem, e due dal Lavsaicon.
  • La Scala si legge durante le Ore canoniche.

Cosa significa questo?

  1. Le letture prescritte si collocano in cinque punti dell’ufficio mattutino: dopo ciascuna delle tre Katisme, e dopo il terzo e il sesto canto del canone. Non si è fatto riferimento all’ultimo di questi cinque punti, perché si dà per scontato che tutti sappiano che durante tutto l’anno la lettura dopo il sesto canto del canone mattutino proviene sempre dal Prologo (Sinassario).

Un’ulteriore lettura, di San Teodoro Studita, viene letta alla fine della Prima Ora. Infine, alla Terza, Sesta e Nona Ora si legge la Scala.

  1. Per quanto riguarda le Katisme dell’ufficio mattutino, nella prima settimana o nei sabati e domeniche della Grande Quaresima è prescritto leggere il Hexaemeron di san Giovanni Crisostomo. Si tratta dei Commentari al Libro della Genesi, che sostituiscono il Vangelo esplicativo, poiché durante la Quaresima il Vangelo non si legge nei giorni feriali, mentre si legge la Genesi.

In generale, nei giorni feriali della Grande Quaresima, dopo le Katisme e il terzo canto del canone, si leggono due libri: «San Efrem» e il Lavsaicon. Il Lavsaicon è chiaro; ma cosa significa «San Efrem»? Nella Rus’ antica, con questo termine non si intendevano le opere del santo Efrem il Siriano, come si potrebbe pensare, ma gli Apophthegmata Patrum, cioè l’antico Paterico. È proprio questo testo che va letto prioritariamente durante la Quaresima: la familiarità con questa opera è fondamentale per chiunque appartenga alla tradizione ortodossa.

Dopo il sesto canto del canone, come già detto, va letto il Prologo. Sfortunatamente, questo testo fondamentale, basato sul Sinassario di Costantinopoli, non è ancora stato tradotto in italiano (tranne una versione corta di Grotaferrata).

Si legge anche una raccolta di insegnamenti del santo Teodoro Studita rivolta ai monaci del monastero da lui guidato (e il monastero Studion non era uno qualsiasi: la sua regola costituisce in qualche misura la base di tutti i Tipici successivi, mentre Teodoro Studita fu un’autorità ecclesiastica di primo piano). Questi insegnamenti formano due cicli: Grandi e Piccole Catechesi. Lo scopo della loro lettura quotidiana alla fine dell’ufficio mattutino è offrire ai monaci istruzioni su come vivere la giornata comunitaria.

Infine, la Scala, come gli Apophthegmata Patrum (detti anche antico Paterico o Efrem), rappresenta la classica letteratura spirituale. Il Typikon moderno prescrive di leggerla dopo il tropario della Terza e Nona Ora (alla Sesta Ora: dopo la pericope e il prokemno) e fino ai versetti delle Ore.


Anche a casa è possibile seguire questa tradizione, adattando il ritmo monastico alla vita quotidiana. È utile ritagliarsi momenti fissi della giornata per le letture, preparare in anticipo i testi e creare un piccolo spazio sacro, con icona o lampada, dove leggere senza distrazioni. Meglio leggere pochi brani con attenzione e raccoglimento, annotando brevi riflessioni, piuttosto che accumulare letture senza comprendere il senso spirituale. In questo modo, la lettura diventa un momento di preghiera e meditazione, trasformando la Quaresima in un vero cammino di crescita interiore, come nel cuore della tradizione monastica.

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