Messaggio di Natale del Metropolita Giovanni

Ai Vescovi, al Clero, ai Monaci, alle Monache e ai Fedeli dell’Arcivescovado delle Chiese Ortodosse di Tradizione Russa in Europa Occidentale.

IL NATALE – LA NOSTRA SPERANZA!

La speranza cristiana è al di là delle passioni e della conoscenza secondo lo spirito del mondo. Quindi non dobbiamo temere che la nostra speranza entri in conflitto con l’ oscurità, la disperazione e l’ignoranza. Nello stesso tempo dobiamo essere vigili perché l’ottimismo cristiano non è il sentimento di euforia che esclude ogni angoscia e ogni tragedia. La tentazione che costantemente ci attende è quella di sopprimere le tragiche realtà dell’uomo e del mondo a favore di un bonario ottimismo. L’unico ottimismo cristiano risiede in una speranza di vittoria e di liberazione che trascenda la tragedia dell’essere umano e del mondo, e questo perché questa vittoria è quella di Cristo crocifisso e risorto.

In questo tempo di attesa che ci prepara al Natale, è bene ricordare questa serietà e questa angoscia che devono abbracciarci perché la nascita di Cristo significa l’inizio di una tragica lotta tra la luce e le tenebre e sappiamo quale sarà il prezzo della vittoria. Non lasciamoci, quindi, alla tentazione di festeggiare un pseudo-festa che la nostra civiltà mercantile ha costruito per sfuggire all’angoscia. Il Natale non è solo l’esaltazione dell’innocenza e dell’infanzia. La nostra attesa è quella di un Re che, certamente, sorride sulla paglia del presepe ma che anche piange perché sa che la conclusione della tragedia è la Croce.

La Chiesa dunque ci prepara ad attendere la venuta di un “grande profeta” annunciato nella Scrittura, di un Salvatore, di un Re della pace. Siamo invitati a puntare la luce della fede sul senso stesso della vita, della storia, dell’uomo e di tutto il nostro essere. Attendiamo la venuta di Qualcuno, la presenza di Cristo Figlio di Dio sulla nostra terra. E noi siamo i testimoni di questa Presenza in mezzo a tutte le insondabili tragedie di questo mondo. Quindi la nostra aspettativa non è di fuggire dal mondo in un regno nebbioso, ma di affrontare la tragedia del mondo nella nostra carne.

La domanda di Giovanni Battista: “sei tu che verrà o dobbiamo aspettare un altro? “ (Mt. 11, 3) si pone nuovamente alla nostra fede per metterla alla prova. Ora sappiamo che ci fu la morte e la risurrezione. Ma siamo così convinti che tutta la nostra vita ne sia trasformata? Gregorio Magno voleva che ogni cristiano continuasse la missione profetica di Giovanni Battista, manifestando la precedenza di Dio nel mondo. Il cristiano è colui che dice: “Io so che Colui che doveva venire è venuto e che la sua missione per il mondo è compiuta”. E questa certezza dobbiamo trasmetterla nella nostra volta.

La venuta di Cristo nella Storia è una realtà e noi, con il nostro battesimo, siamo interamente impegnati in questa realtà. In questo tempo di riflessione e attesa, mettiamo in discussione la nostra fede in questa realtà. Allora, nella gioia di questa certezza, accoglieremo nel profondo del nostro cuore Colui che, luce del mondo, risplende per la salvezza di tutti. Preghiamo gli uni per gli altri e per il mondo che sta vivendo i “dolori del parto” affinché il Natale del Signore sia per tutti la Speranza e la Liberazione che conduce al Regno.

Parigi, 25 dicembre 2022/7 gennaio 2023

† il metropolita GIOVANNI di Dubna,
arcivescovo delle Chiese ortodosse di tradizione russa
nell’Europa occidentale

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