Archim. Eliseo Simonopetrita: Giovani, Chiesa e monachesimo


L’abate del Santo Monastero Simonos Petras, l’archimandrita Eliseo, parla in un’intervista esclusiva per Pemptousia, sul legame dei giovani con la Chiesa e con il monachesimo.

Pemptousia: Geronda, se stiamo parlando del collegamento del Sacro Monte con il mondo, vorrei farti un’altra domanda che rappresenta la preoccupazione di molti cristiani ortodossi, e non solo, in Grecia e all’estero, persone che vogliono avvicinarsi al cristianesimo e al autentica vita spirituale. Le condizioni di vita sono cambiate molto negli ultimi 30 anni in modo pratico ma anche come percezione delle persone. In mezzo a questi cambiamenti radicali, che hanno notevolmente cambiato il modo in cui le persone vivono e influenzano la società ma anche l’uomo come persona, c’è un modo specifico in cui le persone sono attratte dalla Chiesa e dal monachesimo? O è difficile che ciò accada a causa delle nuove condizioni?

L’Abate Eliseo: Ci sono sempre state condizioni difficili nella storia. C’è sempre stata questa difficoltà, e se facciamo un viaggio nella storia e nei tempi antichi, vedremo che c’è sempre stato questo problema. Certo, nessuno può tenere ferma l’evoluzione, l’evoluzione della società, della tecnologia, della vita delle persone in generale. Non possiamo tornare indietro, dobbiamo andare avanti e quindi dobbiamo considerare con favore ciò che sta accadendo nella società come una cosa positiva. Ovviamente, la Chiesa utilizzerà alcuni mezzi convenzionali per “attrarre” le persone, e questi si riferiscono al modo in cui “raduniamo” le persone oggi, al modo in cui parliamo, agli esempi e alle parabole che usiamo per facilitare la trasmissione e la corretta sua comprensione. Anche Cristo parlava in parabole appropriate, la dove incontrava le persone, lavorando nei campi, pescando, pascolando gli animali. Ha parlato di problemi comuni alle persone, di povertà, malattie, debolezza e altro ancora, che ha presentato in parabole. E noi, oggi, possiamo usare molti mezzi contemporanei, mezzi di comunicazione con le persone, ecc. Però, questo non è, tuttavia, la cosa più importante per portare le persone nella chiesa. Le persone verranno in chiesa quando avranno la conoscenza di sé. Non è nostro obiettivo, come monaci, raccogliere il maggior numero possibile di seguaci del monachesimo nelle chiese.

Monastero Simonopetra (Monte Athos)

L’uomo vuole conoscere se stesso? La chiesa può offrire due cose: la vita eterna e la distruzione della morte. La chiesa non può offrire altro. Ha un’organizzazione mondana, ma questa non è la sua missione, la sua essenza. La Chiesa è il misterioso Corpo di Cristo che dice: “L’uomo ha dentro di sé questa disposizione a conoscere la verità?” Questo può offrire la Chiesa, la vita e lo schiacciamento della morte. La Chiesa detiene la fiamma della verità, verità che non è di questo mondo, e ogni volta che cerca di imporre questa verità al mondo, che vive secondo le sue leggi mondane, la Chiesa fallisce. Ogni volta che la Chiesa voleva dimostrare di essere un organismo potente, falliva. Non può e non deve stare al passo con tutto ciò che le accade intorno, con questo miscuglio di informazioni e tecnologia perché vive nel suo tempo, ha il suo tempo. Tutto cambia, ma una cosa non cambia della Chiesa: la Chiesa è l’immagine del futuro. Ci chiama per dirci cosa sta succedendo al di là di questo mondo, non in questo mondo. Quello che sta accadendo in questo mondo è ben noto agli altri, che se ne occupano, e sapere questo non è la principale preoccupazione della Chiesa. Possiamo dire alla gente solo cosa sta succedendo oltre questo mondo.

Il monachesimo è come un candelabro che illumina e dice: “C’è luce!” Cos’è questa luce? Questa luce è il modo in cui l’uomo comunica con Dio. Cioè, imparare a comunicare, a unirsi, a capire Dio. Quindi, la Chiesa può offrire queste due cose al mondo e questo è ciò che ha da dire al mondo. Quindi, quando la Chiesa parla davvero di questo, le persone verranno da noi. Ovviamente useremo anche i mezzi giusti per chiamare le persone. Tuttavia, questa non è la cosa più importante. Perché, molto spesso, questi mezzi non hanno l’effetto previsto. Un esempio di questo è la Chiesa cattolica romana. Ha sempre cercato di stare al passo con la società, il suo discorso è sempre stato un messaggio contemporaneo, aggiornato, quell’aggiornamento che conosciamo, ma è comunque fallito. Il suo discorso non riguardava il futuro e fallì. Noi dobbiamo parlare dell’ascensione dell’uomo a Dio e della discesa di Dio all’uomo e di come, da questo collegamento, l’uomo acquisirà anche le cose terrene necessarie alla vita, sarà più calmo, più in pace con se stesso e con gli altri, ma si deve parlare anche della vita futura, del fatto che non dobbiamo avere paura della morte, che dobbiamo abituarci perché è solo un passaggio. Sono cose che la Chiesa predica da sempre, non sono innovazioni, e quando parleremo con convinzione di questo, noi i rappresentanti della Chiesa, il messaggio della Chiesa sarà certamente capito da parte di chi lo vuole veramente.

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