Sant’Isacco di Ninive: La preghiera

Che cos’è la preghiera? Una mente libera da tutto ciò che è terreno ed un cuore rivolto interamente all’oggetto della speranza. Allontanarsi da questa condizione significa imitare l’uomo che getta nel solco semi di varie piante e che ara servendosi di un bove e di un asino.

            La preghiera senza distrazione produce all’anima il pensiero costante di Dio. È una nuova incarnazione: Dio abita in noi in seguito al nostro continuo raccoglimento in lui, accompagnato da una faticosa ricerca della sua volontà da parte del cuore. I cattivi pensieri involontari hanno la loro origine in una precedente distrazione. Che cos’è la preghiera mentale? Essa si ha quando i movimenti dell’anima subiscono l’azione dello Spirito Santo per effetto della sua intima purezza. Solo un uomo su diecimila la raggiunge. Essa è il simbolo della nostra futura condizione, giacché la natura viene sollevata al di sopra di tutti i movimenti impuri ispirati dal ricordo delle cose di questo mondo. È la visione interiore… che ha il suo punto di partenza nella preghiera.

            In che consiste il punto culminante delle fatiche dell’ascesi, come riconoscere che abbiamo raggiunto il termine della corsa? Il termine è raggiunto quando si è ritenuti degni della preghiera continua. Chi vi è giunto, ha toccato il termine della virtù e nello stesso tempo ha una dimora spirituale. Colui che non ha ricevuto il dono del Paraclito, non è capace di compiere la preghiera ininterrotta in stato di quiete. Quando lo Spirito stabilisce la sua dimora in un uomo, questi non può fermarsi nella preghiera, poiché lo Spirito non cessa di pregare in lui, sia che dorma o che sia sveglio, la preghiera non si allontana dalla sua anima. Mentre mangia, beve, giace, lavora, è immerso nel sonno, il profumo della preghiera esala spontaneamente dal suo cuore… Ormai anche quando egli prende il riposo visibile, la preghiera è in lui assicurata segretamente, poiché “il silenzio dell’impassibile è una preghiera”, come ha detto un uomo rivestito del Cristo. I pensieri sono moti divini, i movimenti dell’intelletto sono voci mute che cantano nel segreto questa salmodia dell’invisibile.

            Se voi riuscite a congiungere la meditazione delle vostre notti con il servizio delle vostre giornate, senza sdoppiare il fervore delle operazioni del vostro cuore, voi non tarderete a riposare sul petto di Gesù… Eccovi il mio consiglio: state in pace e svegli, se potete, senza recitare salmi né compiere prostrazioni e, se siete capaci, pregate soltanto nel cuore. Ma non dormire!

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