Santa Barbara Megalomartire – 4 dicembre/17 dicembre

Santa Barbara ha vissuto verso la fine del 3° secolo e gli inizi del 4° a Eliopoli, città della Siria centrale. Il padre, di nome Dioscoro, era una fanatico idololatra. Era un uomo molto ricco, e governatore di Eliopoli, con grande potere e forza politica.

Le fonti storiche non menzionano mai il nome di sua madre, né quale posizione abbia assunto in tutta la avventura e il terribile martirio della figlia. Supponiamo che fosse morta. Barbara era la loro unica figlia. Era incredibilmente bella del corpo, ma anche nell’animo, aveva una grande grazia, intelligenza, modestia e purezza.

Raggiunta l’età del matrimonio, si presentarono numerosi pretendenti, tra cui coloro che erano i capi, ed i più ricchi e più influenti uomini di Eliopoli. Ma Barbara rifiutava tutte le proposte, cosa che il padre non vide di buon occhio. Era per questa insistenza inopportuna di sua figlia nel non volere uomini illustri che chiedevano la sua mano. Pensava tuttavia che fosse un capriccio giovanile e sperava che presto sarebbe passato e che avrebbe deciso di sposarsi.

Nel frattempo, per quanto cresceva, cresceva enormemente anche la sua bellezza e la faceva “assi parlata e assai pretesa”. Col passare del tempo, a Dioscoro sorsero una serie di fobie e sembra che la sua più grande paura fossero alcune chiacchiere sul fatto che Barbara avesse simpatia per il Cristianesimo. Per questo limitò la sua libertà al punto di non farle vedere alcun, né di socializzare con alcuno. Solamente i servi e le ancelle, fedeli a Dioscoro, la seguivano. Secondo la tradizione, la limitò a tal punto che costruì una speciale torre e ve la rinchiuse dentro.

Tuttavia le sue paure si rivelarono vere. La splendida Barbara improvvisamente si professa cristiana. Sembra che una ancella fosse cripto cristiana e che abbia impartito a Barbara le salvifiche dottrine e gli insegnamenti cristiani. Questa serva cripto cristiana quindi la portò di nascosto in una catacomba cristiana, dove conobbe un sacerdote di Alessandria che le impartì la catechesi e dopo un po’ di tempo l’ha battezzata nel nome della Santa Trinità.

Barbara ora vive un mondo nuovo. La sua gioia è inimmaginabile. Ora percepisce la felicità reale e la allegria. Comprende tutto e soprattutto che la bellezza, la ricchezza e la preparazione non hanno alcun valore davanti al grande tesoro della vera fede, che Dio gli ha rivelato e che lo vive senza reale esitazione. Ha amato totalmente lo Sposo, Cristo. Ha scarificato tutto per guadagnare “la preziosa margherita”. Davanti alla certa fedeltà e virtù e soprattutto davanti all’amore di Cristo, la beatissima Barbara ha messo da parte tutti i piaceri peccaminosi del mondo, ha eliminato tutte le emozione psico-carnali, ha disprezzato onori e glorie mondane, ha sacrificato tutto e ha preferito soffrire poi le afflizioni del martirio per guadagnare il tesoro prezioso, indistruttibile ed alienabile, la vita eterna.

Dioscoro, senza sospettare nulla di ciò che era accaduto, fece una proposta di matrimonio a Barbara. Quella con fermezza gli rispose: “Non parlarmi più di matrimonio, perché allora non te lo ridico padre, e mi spingerai ad uccidermi da me stessa”.

Le lasciò tempo di pensare. Ella aveva preso ferma e irrevocabile decisione di verginità e di fedeltà a Cristo Sposo e da allora visse nella torre “in preghiera e digiuno”.

Dioscoro cambiò tattica. Le permise di uscire quando voleva dalla torre, di creare relazioni e contatti con chi desiderava e di andare dove voleva. Così iniziò ad uscire fuori e ad incontrare cristiani e con molta precauzione a seguire le funzioni e gli insegnamenti dei cristiani perseguitati. In particolare le testimonianze dei cristiani che ha imparato, la hanno aiutata molto a custodire e a crescere nella fede.

Suo padre venne così a sapere che sua figlia era cristiana. Decise di andare via provvisoriamente in un altro paese per affari suoi. Prima di partire volle costruire fuori dalla torre un bel bagno. Fece il disegno, lo diede ai costruttori con le giuste indicazioni e partì. Un giorno la Santa scese dalla torre e vide il bagno. Come lo osservò, notò che la costruzione aveva solo due finestre. Domandò ai costruttori e questi le dissero che avevano questo ordine. Barbara disse loro di fare una terza finestra e che si sarebbe presa la responsabilità.

I costruttori obbedirono e la costruirono. La Santa, vedendo le tre finestre, sentì gioia e soddisfazione. E il Dio Tutto buono e misericordioso illuminava costantemente la sua anima, riempiva il suo cuore di Spirito Santo e accresceva il suo coraggio e l’audacia per confessare continuamente la verità sul suo amato Sposo. Una volta scese a vedere il bagno e si fermò dove era il punto della vasca, verso oriente e incise col suo dito sul marmo il segno della croce. O meraviglia! Come se il suo dito fosse uno scalpello di ferro e aprì un profondo solco nel marmo, così che quel segno appare fino ad oggi a gloria della indivisibile Santa Trinità.

Suo Padre tornò e apprese i fatti e da qui inizia la vita orribile e martire e la veloce fine della virtuosa Barbara. Si scusa con suo padre per la costruzione delle tre finestre e gli dichiara che “le tre finestre illuminano ogni uomo che viene al mondo”.

In questo modo rivelò con immenso coraggio ed audacia la fede e la fiducia nel Dio Trino dei Cristiani e la sua brutale e completa avversione per le divinità degli idoli. Dioscoro non poteva crederci. Chiese alla figlia una chiara confessione. Allora Barbara disse a suo Padre chiaramente come aveva conosciuto e amato la fede cristiana e come, con questa fede, la sua mente si fosse riempita di luce, il suo cuore di purezza ed il suo animo di tranquillità.

Ascoltando tali cose, Dioscoro non poteva crederci Così il giorno dopo le chiese di seguirlo ad una cerimonia pagana. Barbara rifiutò e vedendo la sua decisione irremovibile, si infuriò dal suo male. Il cuore si svuotò di ogni paterno affetto e tutto il suo amore si tramutò in odio furioso. Dimenticò che ella era il suo sangue e col cuore pieno di veleno, alzò la spada per ucciderla.

Si trattenne comunque. E diede ordine di racchiuderla con molta severità. La saggissima martire è impedita, rinchiusa in prigione e sotto gli occhi delle sue guardie, a seguire i suoi doveri religiosi. Ma essa riuscì coll’aiuto di qualche ancella fedele a fuggire e a rifugiarsi in un monte vicino.

Appena vi giunse, alzò le sue mani al cielo e cercò l’aiuto di Dio per sfuggire dalle mani del suo padre tiranno. E il Divino creatore non tardò a rispondere. La nascose dalle mani omicide di suo padre. A Dioscoro ella andò fuori dagli occhi. E così continua a cercarla per trovarla. Incontra due pastori e chiede loro se hanno visto una ragazza. Il primo, buono, scelse di dire una bugia, cosa assi migliore in quel momento, piuttosto che una verità che di sarebbe rivelata dannosa. L’altro, malvagio e astuto, non parlò, ma col suo dito gli mostrò il posto ove era nascosta. La persecuzione di Dioscoro era riuscita. Poco dopo catturava sua figlia. Non era tuttavia più un padre, ma un vero tiranno. “Continui ad insistere?” le disse. “ Padre non posso negare il Vero Dio”. Allora quello la strattonò per i capelli, con la furia di un leone, la scosse molte volte e con ruzzoloni brutali e violenti la buttò a terra. Diede ordine che la riconducessero nuovamente nella torre. La rinchiuse in una piccola stanza con sbarre di ferro e pose guardie a custodia. Passò così un mese.

Ogni due giorni Dioscoro prendeva con sé un sacerdote pagano che cercava di farle cambiare parere. Ella manteneva immutata (rigida) la sua fede in Cristo e nel Vangelo. Così questi si lamentò col l’imperatore Marciano, accusandola di maledire gli idoli. Marciano vedendola, cercò con tutte le sue forze, i consigli, promesse e minacce, di convincerla a rinnegare Cristo, ma invano. La Santa non si fece adescare con nulla. Allora Marciano diede ordine di iniziare la terribile tortura. La colpirono con cuoio duro, senza pietà e per fargli sentire il dolore più forte, strofinarono le ferite con i vestiti.

Era tale la fustigazione che il santo corpo ed il sangue immacolato delle sue ferite avevano fatto diventare rossa la terra dove veniva torturata. Dopo una lunghissima e dura tortura la rinchiusero in prigione. Lì dentro una voce confortante le diede coraggio ed una luce dolcissima illuminò il carcere. Improvvisamente le sue ferite furono guarite. Acquistò ancor più pazienza e forza d’animo. Si rallegrava per i suoi patimenti. Attendeva con gioia nuove torture come se andasse ad un matrimonio.

Inizia il secondo esame. Ripudia ancora gli idoli. Confessa Cristo e iniziano ancora più dure torture. A questo punto si rivela un secondo martire di Cristo. E’ la virtuosa Giuliana. Seguì il martirio di Barbara e vedendo scorrere il sangue abbondante lungo tutto il corpo della Santa, non poté resistere ed iniziò a piangere.

Marciano diede allora ordine di appendere anche Giuliana e di bruciare i loro corpi con lampade accese. Ed entrambe sopportavano le terribili torture. Ordinò poi che Giuliana fosse messa in prigione, mentre Barbara, che venisse denudata e fatta girare in città nuda. Al sentire questo peggior martirio per la Santa, la stessa arrossì in volto ed fu presa da orrore. Pregò con fervore di non passare questa prova. Il Dio pieno d’amore allora non indugiò affatto, ascoltò la sua preghiera e, – miracolo -, appena le tolsero i vestiti, la sua nudità non apparve. Ma vesti più belle sostituirono quelle che le erano state strappate con odio.

Marciano accecato, non poteva spiegare tutto quanto era avvenuto e con furia ancora maggiore ordinò di tagliarle la testa con la spada. A tutte queste torture era presente suo padre, il quale non soffrì affatto. Appena che il giudice prese la decisione….. afferrò come un leone inferocito la figlia sua per condurla al luogo della decapitazione ed egli stesso la uccise con le sue mani…. La Santa senza infamare tale durezza, con molto affetto e tenerezza disse. “Padre mio!”. E’ l’applicazione di quella terribile proclamazione di Cristo ed il suo messaggio udito per la prima volta sulla terra: “Amate i vostri nemici”.

Al sentire ciò Dioscoro rimase scioccato e le disse: “Non c’è niente tra me e te!” E per ripulire il male che ho fatto nel metterti al mondo, ti ucciderò con le mie stesse mani. Questo sarà il mio solo desiderio. Appena giunsero al luogo della decapitazione , la Megalomartire Barbara abbassò il suo sacro capo davanti alla spada di suo padre e accettò il martirio e la corona del supplizio, mentre Giuliana nello stesso momento venne decapitata dal boia. Entrambe furono incoronate con la corona di martirio di gloria dal giusto e lodevole Signore, datore di doni.

fonte: https://monasterosantabarbara.it/biografia-dei-santi-del-monastero/santa-barbara-megalomartire/

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